Dopo la “tempesta” che ha rischiato di compromettere seriamente la stagione estiva, i trabocchi, che hanno dato nome al tratto di costa abruzzese ormai famosa in tutto il mondo, riaprono i battenti.

I ristoranti sul mare sono tornati operativi da qualche giorno dopo l’approvazione in Consiglio regionale, il 4 giugno scorso, delle modifiche di legge con le quali sono stati stabiliti i limiti e i criteri per i ristoranti delle storiche strutture. La nuova norma fissa i parametri tecnici dimensionali dei trabocchi in 160 metriquadri calpestabili e 50 metriquadri per i servizi tecnici, con una presenza massima sulla struttura di 60 persone, compreso il personale.

I trabocchi hanno riaperto ma i titolari hanno dovuto apportare qualche cambiamento, che in diversi casi si traduce in una riduzione dei tavoli, come nel caso di Vento di Scirocco a San Vito Chietino.

“Abbiamo circa 10 tavoli in meno”, spiega Giuliana Bucco che da 5 anni gestisce il trabocco. Ma lo sventato pericolo di una stagione completamente rovinata consente solo di poter festeggiare per la riapertura, seppur con qualche comprensibile limitazione visti i tempi record con i quali si è cercato di mettere una toppa a 20 anni di legislazione lacunosa.

“Poteva andare molto peggio – dice Bucco ad AbruzzoWeb – non ci possiamo lamentare. Per questa estate andrà così, entro la prossima dovremo ripresentare un nuovo progetto per metterci definitivamente in regola e per poter sfruttare tutte le potenzialità del nostro trabocco”.

“Da quando abbiamo riaperto, giovedì scorso, sono stati tanti i clienti che sono tornati a trovarci, contenti di vederci lavorare. Se penso che fino a qualche settimana fa era inimmaginabile poter tornare a ‘casa’, oggi ci possiamo considerare fortunati”.

Se è vero che la maggior parte dei trabocchi ha riaperto, seppur con qualche limitazione, a Fossacesia Pesce Palombo resta ancora chiuso.

A disporre la chiusura dei trabocchi, nelle scorse settimane, le ordinanze di sospensione dell’attività di ristorazione dei Comuni interessati a seguito dei controlli della capitaneria di porto che ha accertato diverse irregolarità relativamente all’ampliamento e alla destinazione d’uso dei trabocchi, trasformati da macchine da pesca in ristoranti nel corso degli anni.

Il caso è approdato subito in Consiglio regionale con la proposta di legge degli esponenti della Lega e, attraverso una serie di emendamenti presentati dalle opposizioni, sono state introdotte alcune novità.

Una, in particolare, relativa alle visite didattico-culturali: “Nell’ottica del perseguimento degli scopi didattico-culturali, il titolare della struttura promuove la diffusione della storia del trabocco, quale elemento essenziale della tradizione locale: per i medesimi fini la Regione Abruzzo, d’intesa con i titolari delle strutture, sostiene visite guidate sui trabocchi, nell’ottica soprattutto di promuovere l’immagine della costa dei trabocchi sull’intero territorio nazionale ed extra nazionale”.

Fonte:http://www.abruzzoweb.it