I cambiamenti climatici stanno facendo sentire i loro effetti sull’agricoltura e secondo gli ultimi studi l’area del Mediterraneo sarà quella che dovrà affrontare le maggiori conseguenze, ad esempio per quanto riguarda lascarsità di precipitazioni durante i mesi estivi. Già oggi gli agricoltori del Sud Italia, ma non solo, si trovano a fare i conti con una cronica scarsità di acqua o con un accesso limitato alla risorsa idrica la cui qualità spesso decresce con il protrarsi della stagione calda.

Per indagare gli effetti che una irrigazione con acqua salina ha sullo sviluppo delle piante di olivo e sulla produzione e qualità dei frutti i ricercatori della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa hanno studiato il comportamento di piante di Leccino irrigate con dell’acqua salina (80 mm di cloruro di sodio), valori comunemente trovati nell’acqua dei pozzi di aziende agricole situate lungo il litorale nel Sud del paese. Sono stati presi in considerazione quattro livelli di maturazione (MG0, MG1, MG2, MG3).

La prima evidenza che i ricercatori hanno registrato dopo una irrigazione con acqua salina durata 75 giorni è stata una diminuzione del 12% dell’allungamento dei germogli“Abbiamo poi registrato un aumento della salinità nei frutti e una modifica della composizione degli acidi grassi, accompagnata da una maggiore velocità di maturazione e un aumento del numero dei frutti”, spiega ad AgroNotizie Luca Sebastiani, direttore dell’Istituto Scienze della vita della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. “Si tratta tuttavia di alterazioni considerate accettabili e che quindi aprono la strada all’utilizzo di acqua con un modesto livello di salinità per l’irrigazione degli uliveti”.

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